WonderKaos – Kaosuale – il singolo

WonderKaos - cover

Alice Martina Valeri

In arte, WonderKaos.

Alice nasce in un piccolo paesino nella provincia di Venezia, si diploma in grafica multimediale e comunicazione del messaggio visivo nel 2013, intraprendendo nello stesso anno la sua prima carriera lavorativa di rilievo. Entrerà a far parte di un azienda che opera nel settore dell’abbilgliamento, inizialmente per vederci più chiaro in merito ai progetti formativi futuri a livello didattico, ma in seguito vista la sua passione e l’armonia creatosi nel contesto aziendale, decide di frequentare il primo anno di università (in scienze della comunicazione), in concomitanza alla sua professione. Quest’ultima la vedrà attiva per quasi cinque anni. Al secondo anno universitario, viene a conoscenza della possibilità di seguire un master in editoria, la coglie al volo abbandonando nostalgicamente il settore della moda e trasferendosi a Roma, dove darà priorità assoluta alla sua passione più grande: La scrittura. Alice scrive da sempre, da quando ancora la mamma se lo ricorda, con i primi temi scolastici e l’adorazione delle insegnanti di lettere nei suoi riguardi. Lei stessa definisce la propria scrittura un bisogno, un faro guida, una stessa necessità. Non lo sa quando è iniziato, o per lo meno non con precisione, lo ha sempre fatto, a partire da quando perfino sui sacchetti del pane o qualsiasi altra, carta straccia, sentiva la necessità di liberare versi o riflessioni con nero d’inchiostro, per finire con scatti fotografici, rubati durante i suoi viaggio nella propria quotidianità, i quali davano vita a riflessioni da stendere. Affiancata da prepotenti passioni artistiche, tra le maggiori quella per la pittura, definisce la sua stessa arte digitale, una sorta di: “Impressionismo digitale”. Sarebbe proprio l’impressione di un istante a suscitarle l’ispirazione e l’autenticità riposta nelle sue opere. Opere di vario genere, si diletta nella scrittura in campo creativo, come appunto nella stesura del romanzo in questione, ma anche nella creazione di testi che ripropone sotto forma di canzoni. Il suo primo brano pubblicato e da lei stessa interpretato, con esterna collaborazione musicale, si intitola “Kaosuale”. La musica, un’ altra delle sue più grandi passioni. Proprio in seguito ai suoi primi testi ha maturato il proprio nome artistico: WonderKaos. Lei stessa lo propone beffeggiando in qualche modo quella che è l’immagine iconica di Wonder Woman, ed enfatizzandone quindi il suo contrario. Per questo, con questo nome lei stessa, si identifica dalla parte delle donne che passano attraverso un “kaos”, un disagio, una completa incompletezza e confusione, per maturare la loro immagine. Sostenendo che un qualcosa di autentico e immortale, per lo meno d’animo, abbia bisogno di essere conquistato e questo è spesso parte di completo disorientamento e presa di coraggio. L’ abbinata “Wonder”, quindi, e “Kaos” è un connubio tra un premio, che è quello di una donna rara e preziosa e la forma di kaos più totale da attraversare necessaria per raggiungerlo. Appassionata alla letteratura si identifica un po’ nella figura dell’inetto, rifacendosi alla figura di Pirandello, da lei tanto stimato e approfondito. Da quest’ultimo, appunto, assorbirà il termine “Kaos”, elemento discusso e tenuta di nascita del amato scrittore. Nel suo curriculum artistico lei stessa si presenta: WonderKaos, nome d’arte di Alice Martina Valeri, non so se sono in grado di scrivere esaustivamente, ma so che è l’ unica cosa che sento di dover fare in questa vita. Credo in tutto ciò che aggiunge un valore all’essere umano e l’ arte è la strada più vera che potrei mai percorrere e far percorrere a chi come me sente viscerale questo bisogno. Scrivo da ancor prima di quanto riesca a ricordare. All’ età di quattordici anni ho steso il mio primo romanzo, mai pubblicato. Attualmente ho ultimato il mio secondo, un romanzo introspettivo. Un viaggio particolarmente sentito, con lo scopo di incitare teste che come la mia vogliono seguire il proprio “mio” interiore, (tema trattato nel romanzo in questione). La mia prima canzone su di un palco è stata cantata all’età di tre anni, scappando dal tavolo del ristorante in cui mi trovavo per cenare e rubando il microfono alla tribute band che si esibiva, perseverando a tal punto da cantare l’unica canzone che conoscevo in tema natalizio, ad Agosto. Questa è in breve la mia storia, non ho una carriera artistica di spessore ma l’arte da spessore alla mia vita.

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Saffir Garland – La Calma Dei Malvagi

Copertina

Dopo l’Ep “L’ira dei buoni” del 2016, Saffir Garland fa uscire il 19 gennaio 2018 l’ipotetica risposta lunga: “La calma dei malvagi”, album di lunga gestazione e ricchissimo di contenuti forti, nonostante la scorrevolezza della musica. I generi si fondono in uno stile personale di Gilberto Ongaro, cantautore satirico che delinea il suo umorismo surreale in un prog pop. I malvagi sono calmi poiché si sentono al sicuro, questo mondo è loro. Attraverso il linguaggio musicale e un gusto per allitterazioni ed altri giochi con le parole, Saffir Garland vuole sensibilizzare gli ascoltatori circa determinati argomenti mai trattati a fondo con la dovuta attenzione; la speranza utopistica è che forse, rendendo più persone consapevoli di certe ingiustizie, magari questi malvagi inizino a stare un po’ meno calmi…

Gilberto si è avvalso di numerosi ospiti per realizzare gli arrangiamenti dei suoi brani. Come per i lavori precedenti, è qui che si esplica il senso del nome “Saffir Garland”. Ghirlanda di zaffiro, ovvero un unico collante di vari elementi preziosi da ambienti musicali eterogenei. Spicca la partecipazione della cantante Barbara Bordin, che fa parte del Summertime Choir e che canta qui tre delle nove canzoni in prima voce, comparendo anche in altre due.

Gilberto Ongaro: autore, voce e tastiere – Barbara Bordin: voce e cori

Ospiti: Matteo Acerbi (La Risposta Indiretta): batteria / Maurizio Maranto: batteria / Leonardo Negrello: basso elettrico e chitarra acustica / Omar Castello (Battisti Project): chitarra elettrica e acustica 12 corde / Matteo Brigo: chitarra elettrica / Antonio Ferrari: mandolino / Greta Monalbo: viola / Sophie Liebregts: arpa celtica / Stefano Sadè: flauto traverso / Giovanni La Terza (Marmaja): fisarmonica / Valerio Vettori: cornamusa irlandese / Bruno Sponchia (Industria Onirica): voce / Maurizio Zannato (Marmaja): voce

Genoma – Mostri, Paranoie E Altri Accadimenti – il nuovo EP

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Nuova uscita per i Genoma, formazione romagnola eclettica, caratterizzata dalla voce di Angela Piva e dai suoi testi intimi e visionari.

Nella musica del gruppo si fondono influenze new wave e pop, con una visione sempre raffinata ed eterea.

Rispetto al lavoro precedente la novità è costituita dal passaggio stabile all’italiano, in cinque dei sei brani, con la sola eccezione della cover di “Heroes” di David Bowie.

La formazione è composta da Angela Piva alla voce, Elisa Cagnani al violoncello, Nicola Farolfi al basso fretless, Enrico Coari, oltre che responsabile della produzione, a tastiere, seaboard e programming, Stefano Lelli alla batteria e Beo Raggi alle percussioni.

Il disco è disponibile in digitale e in cd, in confezione di metallo.

Il disco, raccontato dalla band:

Lo sguardo al presente ci ha spinto a scivolare nel passato.
Il viaggio nella memoria può partire da un ricordo flash che riemerge ma non per suggerire profeticamente una via, può riavvolgersi su se stesso più e più volte e noi ritrovarci lì, più o
meno consapevolmente “inceppati”, senza vedere le molte strade intorno.
La memoria autobiografica emerge come dimensione consolatoria e nitida: può narrarci di Cose personali, echi d’infanzia, giochi e bagatelle.
Possiamo ascoltarci, facendo spazio dentro al nostro corpo ed accogliere nel profondo quel bisogno di sentire le radici più lontane.
Oppure possiamo rifuggirle credendole resti lontani che non ci appartengono, inseguendo così un presente vissuto solo da fuori, estraneo, Fuori dal tempo.
Nei momenti di crisi ci si può sentire così soli e disgregati da voler lasciar andare la propria anima, sicuri e fiduciosi del fatto che da sola troverà un riparo, Ciao Anima. Quel che aiuta a viverci nel presente sono proprio le nostre crisi e fragillità, gli incubi laconici e gli inquietanti mostri che a guardarli bene “battono i denti”, quando scoperti e cantati rumorosamente.
Allora poi dobbiamo prendercene cura e sorridendo ironizzare sulle Nostre paranoie accogliendole come fossero bambine da abbracciare.

www.genomaproject.com

www.inloopmusic.com

Genoma _ cover 1440